Liti in condominio: odori

Questo articolo, seppur breve, vuole evidenziare come la vita in condominio determini diverse e molteplici situazioni che possano portare a vere e proprie ripicche e/o risentimenti tali da determinare situazioni di litigiosità.

Tra quelle di maggior litigiosità sicuramente sono quelle riferite agli odori, argomento tra l'altro attuale, vista una sentenza di questo marzo.

Ma vediamo quali possono essere questi odori.

Ci sono diversi tipi di odori: le liti più frequenti sono quelle che sorgono per gli odori che provengono dalle cucine e in particolar modo da quelle cucine dove vengono usate spezie o si è soliti friggere. Questo tipo di lite è al primo posto tra le controversie condominiali.

Altra controversia dovute ad odori dipende dagli odori degli umori degli animali: urine del cane o del gatto sono tra le più frequenti motivazioni di litigiosità.

Non sono neppure tralasciate gli odori che possono arrivare da attività commerciali, soprattutto se facenti parte del complesso condominiale, qualli magari quelli del ristorante o qualsiasi attività commerciale che eserciti un esercizio di ristorazione.

Il codice civiile, all'articolo 844 devifine molesta ogni immissione che superi la normale tolleribilità secondo il contesto circostante. Quindi vien da se capire cosa sia da considerare rientrante nella normale tollerabilità e cosa invece supere la normale tollerabilità.

Difficile stabilirlo: ed ecco che l'amministratore assume la figura di mediatore!

Come deve svolgere questa sua mansione?
Semplice eviitando che si creino situazioni di conflitti internio e facendo si che si raggiunga una accordo di buon senso, magari suggerendo di fornirsi di una cappa di aspirazione più potente o magari scambiarsi anche consigli culinari.

 

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